PROVINCIA DI COMO ASSESSORATO AL TURISMO
CUCCIAGO
City Hall: Via S. Arialdo, 2 - 22060
Tel: 031.787302 - Fax: 031.725244
Citizens: 3036
Altitude: 349 mt. s.l.m.
Internet site: www.comune.cucciago.co.it
E - mail: ufficio.info@comune.cucciago.co.it
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It is an old town built around the church of St. Vincenzo and the Castello degli Alciati. St. Arialdo, a passionate defender of the Church (11th century) is one of its historically most important native sons. Cucciago, once an agricultural village, turned first into a craft centre and then into an industrial town. As time went by, its old town centre was abandoned and fell into decay; but around 1980 it underwent massive renovation work which restored the old courts to their original beauty.
Parish church of SS. Gervaso e Protaso - It contains frescoes by the painter Ravanelli, an altar in glazed ceramic from 1956, marble wings from 1960 by the Friulan sculptor Romano Rui and the Organo Mascioni from 1995. The only original elements left of the old church of SS. Gervaso and Protaso are the lower part of the façade and the little splayed window beside the portal. The church was erected in the early 11th century. The church was irregular masonry made from unprocessed stones and cobbles coming from the river Seveso. It had a very simple structure like most of the 11th century religious buildings in Italy. It had no aisles and no transept; the nave just ended in a small apse. A bell tower, which can still be seen despite the 17th and 18th century renovation work, was erected on the left side of the church. At the beginning of the 12th century the canonry of SS. Gervaso and Protaso came under the control of the Benedictine abbey of St. Benigno di Fruttuaria in Piedmont. The old church turned into a little Cistercian monastery whose economy was mainly based on farming. The Cistercian monks reorganised the whole area: through deforestation and tillage, they transformed wasteland into cultivated fields. On 2nd December 1613, Archbishop Borromeo peremptorily ordered the church enlargement which was to lead to radical and irreversible changes in the old Romanesque structure. In October 1900, the apostolic delegate solicited the enlargement of the church but the war caused the project to be postponed. After the First World War, the original plans were modified and the enlargement work could finally begin (1930).

MONUMENTS
Chiesa
CHIESA PARROCCHIALE DEI SS. GERVASO E PROTASO

Con affreschi del pittore Ravanelli; nella stessa chiesa trovasi l'altare in ceramica vetrificata (1956) e la quinta marmorea (1960) dello scultore friulano Romano Rui, l'organo Mascioni è del 1995. L'unico elemento ancora riconoscibile dell' antica chiesa dei Santi Gervaso e Protaso è il tratto inferiore del paramento murario della facciata con la finestrella strombata situata a lato del portale d'ingresso. Fondata nella prima metà dell'XI secolo, le notizie sull'origine dell'edificio sono molto antiche e risalgono al 1075; esponenti del clero suburbano della chiesa milanese per vendicarsi delle umiliazioni subite a causa delle predicazioni di Arialdo contro la corruzione del clero, decisero di danneggiare le sue proprietà di Cucciago e la chiesa da lui fatta costruire a proprie spese. Questi fatti del 1057 avvennero in seguito al discorso nel quale Arialdo denuncia l'inidoneità di molti sacerdoti ad assolvere il loro ministero pastorale. Come tutte le chiese medioevali era orientata a levante, nella direzione del sorgere del Sole. La facciata era dunque posta ad occidente: la direzione del tramonto e della morte. Il fedele, varcando la soglia della chiesa entra nel luogo sacro lasciandosi alle spalle la morte e il peccato; avviandosi verso oriente si avvia verso l'altare, verso la redenzione alla vita eterna. La chiesa, costruita con muratura irregolare in pietre grezze e ciottoli che il Seveso forniva in abbondanza, presentava nella sua semplicità quelle caratteristiche tipiche dell'architettura religiosa italiana dell'XI secolo: una semplice pianta ad aula unica senza transetto con una piccola abside che proseguiva direttamente la navata. Difficilmente si può immaginare all'interno della chiesa di Arialdo la presenza di figurazioni e di colore; lo spazio si presentava con un effetto monocromatico avvolto in un "purissimo silenzio iconico". Soltanto la luce del Sole, posandosi sulle superfici creava spettacoli luminosi di estrema semplicità e bellezza. Più tardi, tuttavia, le pareti dell'edificio vennero decorate. Il campanile, giunto fino a noi nonostante le varie modifiche sei-settecentesche, si innestava sul fianco sinistro. Accanto alla chiesa dei SS. Gervaso e Protaso, forse sulla spinta innovatrice di Arialdo, sorse, verso la fine del secolo una canonica di chierici regolari come attestato da un documento che dice: morto Arialdo nel 1066 i castellani suoi parenti provvidero che la chiesa dei Santi Gervasio e Protaso diventasse una canonica. La presenza dei canonici nel piccolo villaggio di Cucciago portò continuità nelle celebrazioni liturgiche e innestò nel tessuto territoriale quella componente culturale di cui gli ordini religiosi ed il clero temporale erano all'epoca i pochi depositari. All'inizio del XII secolo un fenomeno nuovo investì l'organizzazione monastica e canonicale. I grandi monasteri iniziarono gradualmente ad estendere la loro influenza sulle piccole e vulnerabili canoniche per assogettarle ai propri possedimenti. Sarà proprio a causa di questi nuovi eventi che la canonica dei Santi Gervaso e Protaso verrà assorbita dall'Abbazia benedettina di S. Benigno di Fruttuaria in Piemonte. La trasformazione della vecchia canonica in monastero cistercense le fece assumere il carattere di una vera e propria azienda agricola su cui si baserà l'economia del piccolo monastero. Il territorio ricevette un impulso per una nuova organizzazione: il disboscamneto e il dissodamento attuato sotto la guida dei cistercensi strapperanno all'incolto nuovi terreni. La chiesa cucciaghese risulta più antica di quasi mezzo secolo del complesso monastico clunicense di S. Giovanni Battista a Vertemate. E pure più antico delle più antiche chiese di Cantù, S. Paolo e S. Teodoro. Il grande fermento costruttivo che investì tutto il comasco nell'XI secolo, non fu certamente un episodio circoscritto e limitato: subito dopo il 1000 in tutta la Cristianità i fedeli impressero un impulso straordinario alla costruzione e al restauro degli edifici di culto di ogni tipo. Dopo l'anno 1000 era come se il mondo, scuotendosi, volesse spogliarsi della sua vecchiaia per rivestirsi di un bianco mantello di chiese. Il 2 dicembre del 1613 l'Arcivescovo Borromeo ne ordinò il perentorio ampliamento della chiesa che porterà ad un radicale ed irreversibile modifica dell'antico edificio romanico. Nell'ottobre del 1900 il delegato arcivescovile sollecitò l'ampliamento dell'angusta chiesa, ma problemi della guerra fecero posticipare il progetto che fu rivisto e iniziò il definitvo ampliamento della chiesa nel 1930.

FESTIVALS AND EVENTS
Traditional Festivals
FESTA DELLA MADONNA DELLA NEVE
Prima Domenica di Agosto

Con manifestazioni nei giorni precedenti e spettacolo conclusivo, anche pirotecnico, la sera della domenica
SPORTS FACILITIES
Altro
MANEGGIO "Cascina della Volpe"
Agriturismo
Campi da Calcio a 11
CENTRO SPORTIVO PUBBLICO
Via Stazione
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