Bellagio, chiamata anche "la Perla del Lago di Como" era già famosa al tempo dei romani. La sua posizione incantevole e strategica ha scritto la sua storia. Anche se alcuni reperti testimoniano la presenza umana nei dintorni di Bellagio fin dal Paleolitico , solo nel VII-V secolo a.C. sul promontorio nasce un "castellum", luogo di culto e di scambio, a cui facevano riferimento i numerosi piccoli villaggi del lago. Ma fu in epoca romana che il lago di Como (chiamato Lario) assunse un ruolo importante. I romani introdussero l'ulivo e l'alloro che ancora oggi si trovano in abbondanza sulle rive del lago. E sempre i romani scoprirono, soprattutto per Bellagio, una vocazione che ancora oggi contraddistingue la cittadina lariana: la villeggiatura. Plinio il Giovane (I secolo d.C.) descrive in una lettera i suoi lunghi soggiorni nelle due ville che aveva sul Lario, una delle quali a Bellagio, in cui conciliava lo studio e la scrittura con la caccia e la pesca. Con l'occupazione longobarda Bellagio fu ulteriormente fortificata. Nel 744 vi dimorò il re Liutprando. Nel 1100 Bellagio era già un libero comune, ma la posizione strategica la rendeva molto importante per la città di Como che mal tollerava le sue spinte autonomiste. Bellagio dovette così subire più di un'incursione comasca e combatté numerose battaglie navali. Solo nel 1154, con Federico Barbarossa, Bellagio fu costretta a giurare fedeltà e pagare un tributo a Como. Verso la fine del XIII secolo Bellagio entrò definitivamente nei possedimenti dei Visconti e venne integrata nel ducato di Milano. Nel 1535, con la salita al trono di Spagna di Carlo V, si aprirono per la Lombardia e per la zona del Lario due secoli di pesante dominazione spagnola, quella in cui è ambientata la famosa vicenda dei Promessi Sposi. Della dominazione spagnola rimane ancora a Bellagio una testimonianza importante e suggestiva: la scalinata detta "Derta" costruita proprio in quegli anni, che va da Guggiate al San Primo. Nel 1533 Francesco Sfondrati acquistò il feudo di Bellagio e per più di 200 anni la famiglia Sfondrati costituì il riferimento più importante per Bellagio e le vicende della cittadina furono legate a quella famiglia. In quell'epoca a Bellagio, favorita dalla posizione ideale per i trasporti e i commerci , fiorirono diverse piccole industrie tra cui quella delle candele, particolarmente ricca e importante e quella della seta con il suo "indotto", l'allevamento dei bachi e la coltivazione del gelso. Con la morte di Carlo Sfondrati (1788),il feudo di Bellagio diventa di un'altra illustre famiglia: i Serbelloni. Nell'ottocento un fatto, apparentemente di secondaria importanza, segnerà il destino di Bellagio per i due secoli successivi: la decisione del conte Francesco Melzi, duca di Lodi e vicepresidente della Repubblica Cisalpina, di stabilirvi il suo luogo di villeggiatura. Il conte Melzi fece costruire una magnifica villa sulla sponda del algo, l'attuale Villa Melzi. Ciò attirò nella zona il fior fiore della nobiltà milanese e il promontorio si trasformò in una corte elegantissima e raffinata. Furono costruite strade carrozzabili, prima tra le ville e i palazzi, poi verso il borgo e infine venne portata a termine la provinciale Erba - Bellagio. La fama del piccolo splendido borgo lacustre oltrepassò i confini del Lombardo-Veneto perfino l'Imperatore d'Austria Francesco I volle visitarlo nel 1816 e vi tornò nel 1825 per sostare nelle ville Serbelloni, Trotti e Melzi. Nel 1838 Bellagio ricevette con tutti gli onori l'Imperatore Ferdinando I, l'Arciduca Raineri e il ministro Metternich, che vi giunsero da Varenna a bordo del "Lario", il primo battello a vapore del lago, varato nel 1826. Bellagio diviene uno dei luoghi più frequentati dalla nobiltà lombarda che costruisce qui quelle ville e quei giardini che ancora oggi sono il vanto della cittadina e una delle sue principali attrazioni. Cominciarono ad aprire i primi negozi di lusso e i turisti riempirono il lungolago. Lo spazio non bastava più e si progettò di coprire il vecchio porto che arrivava fino ai portici per realizzare un grande piazzale. Il turismo era diventata la principale risorsa economica bellagina e a partire da questo periodo la storia di Bellagio coincide con la storia dei suoi alberghi. Il primo fu l'albergo Bellagio, nato nel 1825 dalla trasformazione della vecchia osteria di Abbondio Genazzini e poi l' Hotel Florence, (oggi Hotel Du Lac) 1858,l' Hotel de la Grande Bretagne 1861, un nuovo Hotel Florence sorto nell'antica casa del Capitano del Lario 1870, il Grand Hotel Bellagio (oggi Grand Hotel Villa Serbelloni), con 200 camere e 30 saloni, 1872. Nel 1888 furono i tre maggiori alberghi (Genazzini, Grande Bretagne e Grand Hotel Bellagio) a introdurre la luce elettrica sostituendo quella a gas e solo dopo furono imitati da molte dimore patrizie. Bellagio è stata una delle prime località turistiche italiane a diventare veramente internazionale senza però trasformarsi in una "macchina da turismo", preservò e mantiene tuttora, quel carattere raccolto e un po' schivo che l'ha fatta diventare aristocratica ma non altezzosa, semplice nella sua raffinatezza, alla mano come una vera signora.
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Per portare a Bellagio gli invitati ai festeggiamenti per il matrimonio di Bianca Maria Sforza e l'imperatore Massimiliano (1493) furono utilizzate 30 imbarcazioni e 2 brigantini, decorati per l'occasione. Alla fine del '700, per ristrutturare il parco della sua villa, Alessandro Serbelloni spese 1.800.000 lire (la paga giornaliera di un operaio era allora 80 centesimi). Nell'800, quando i nobili soggiornavano negli alberghi di Bellagio, spesso affittavano interi piani e utilizzavano alcune camere solo per poter stendere i loro abiti sui letti. Gary Hart fu così affascinato da Bellagio da ambientarvi una spy-story in cui un agente segreto alloggia in un grande albergo bellagino. E' stato costruito a Las Vegas un hotel dedicato a Bellagio. Steve Wynn, il presidente di Mirage Resort, ha dichiarato che sarà "l'albergo più romantico del mondo". L'albergo sarà alto 37 piani, avrà 3.000 camere e 8.000 dipendenti. L'intero complesso occuperà uno spazio di 83 ettari e comprenderà un lago artificiale con giochi d'acqua, decine di giardini e un "paese" con piccole boutiques e negozi che ricorderanno la cittadina lariana. A Bellagio sono nati: 4 campioni del mondo di canottaggio: Alberto Belgeri, Enrico Gandola, Igor Pescialli, Franco Sancassani. Un campione europeo di sci nautico (velocità): David Conti. Un campione europeo di football americano: Giacomo Cranchi detto Pacio.
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Villa |
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| VILLA TRIVULZIO
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Fu costruita in riva al lago dal conte Paolo Taverna nella seconda metà del '700. La proprietà fu poi ceduta alla famiglia Poldi Pezzoli che l'ampliò e ristrutturò il giardino, originariamente all'italiana, creando uno splendido parco all'inglese su progetto dell'architetto Giuseppe Balzaretto. Nella parte superiore del giardino il Balzaretto costruì anche il Mausoleo Gonzaga, voluto da Giacomo Poldi Pezzoli. Il parco della villa comprende anche la chiesa romanica di Santa Maria di Loppia, restaurata dagli attuali proprietari, i conti Gerli. Altre stupende ville si trovano nelle immediate vicinanze di Bellagio e sono raggiungibili con un breve tragitto in auto o, meglio, con una gita in battello.
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| VILLA TROTTI
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Il marchese Ludovico Trotti acquistò nel 1752 un palazzo che la famiglia Loppio aveva costruito nel 1615, lo ingrandì e lo ristrutturò completamente trasformandolo in una villa sontuosa che rivaleggiava per bellezza con la confinante villa Ciceri. Intorno alla villa costruì un meraviglioso giardino all'italiana, protetto da piante di lauro che lo riparavano dai venti del nord e ricco di cedri, agrumeti, tigli e carpini. La villa e il giardino furono completamente trasformati nell'800 da un omonimo pronipote Ludovico che, di ritorno da un lungo viaggio in oriente, rifece l'esterno del palazzo con decorazioni in stile "moresco" molto apprezzate e imitate in molte altre ville sul lago. Anche il giardino fu trasformato e ampliato e fu utilizzato un tratto del torrente Perlo per costruire un giardino acquatico su imitazione di quelli tropicali. Vi si trovavano canne da zucchero, canfora, bambù, palmizi e piante rare provenienti dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea. Purtroppo il singolarissimo parco fu danneggiato da un'alluvione e da un lungo periodo d'abbandono. La villa passò poi nelle mani della famiglia Crivelli Serbelloni e da questi ai marchesi Malvezzi e al conte Gerli. Oggi è stata trasformata in appartamenti.
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| VILLA GIULIA
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Fu fatta costruire alla fine del '700 in stile neoclassico dal conte Pietro Venini che la dedicò alla moglie e le diede il suo nome. La visuale dei due laghi che oggi si gode dalla villa fu ottenuta attraverso lavori ciclopici, così descritti da Giovan Battista Giovio: "...si spezzaron scogli, s'alzarono valli, s'appianarono dorsi di colline..." Nel parco, un'ampia gradinata circondata da giardini pensili ricchi di alberi da frutta conduceva ad un piccolo porto e ad un giardino di alberi d'alto fusto. Nell'800 il parco fu arricchito con statue, fontane, piante esotiche e il viale principale fu costeggiato da cipressi e magnolie. Mentre sul retro della villa un altro grande viale era circondato da vigneti e da alberi di limone. Villa Giulia passò molte proprietà. Dopo i Conti Venini fu di Leopoldo I, Re del Belgio e successivamente del Principe delle Piandre. Nella seconda metà dell'800 fu trasformata in albergo e poi acquistata dal conte Blome de Boul Schenenstein che ampliò ulteriormente il parco. In questo secolo è stata di proprietà del barone polacco Gay e del nobile romeno Enrico Kirakirschen. Oggi appartiene alla famiglia Bonecchi.
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| GIARDINI DI VILLA MELZI
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| Via Melzi d'Eril 8 |
| Tel: 031.950318
- 031.950204 (IAT Bellagio)
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| Fax: 031.950204 |
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Orario: Apertura da fine Marzo ad Ottobre dalle 9.00 alle 18.00 |
Tariffe: € 6,00
scuole € 4,00 (min 20 pax) - gruppi € 5,00 (min 20 pax)
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Bambini fino a 6 anni gratuito
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Sorge proprio sulla riva del lago. Fu costruita tra il 1808 e il 1813 su progetto dell'architetto Giocondo Albertolli per Francesco Melzi d'Eril, vice presidente della Repubblica Cisalpina, poi Gran Cancelliere del Regno Italico e amico di Napoleone che gli conferì il titolo di Duca di Lodi. La villa, di rigorose linee neoclassiche, è circondata da uno splendido parco che costituisce il primo esempio lariano di giardino all'inglese. Il parco venne realizzato tra il 1811 e il 1815 dal Canonica e dal Villoresi che, per aumentare la sensazione di grandezza ed esaltare alcune prospettive, realizzarono opere colossali livellando terreni o alzando piccoli colli. Anche la distribuzione della vegetazione, apparentemente naturale, fu il frutto di lunghi studi per accrescere l'illusione ottica di sfondi e lontananze. Tra le piante che adornano il parco vi è una colossale magnolia grandiflora, un enorme gruppo di camelie e molte piante tropicali. La cappella è ombreggiata da una sequoia semper virens. Nel parco sono stati trasferiti anche alcuni portali e colonnati provenienti dall'Antico Lazzaretto di Milano, eseguito da Lazzaro Palazzi nel XV secolo. Davanti alla Kaffehaus, insolito chiosco di stile moresco, si trova la statua di Dante e Beatrice, opera del Comolli, che ispirò a Listz la "Sonata fantasia dopo la lettura di Dante". Attorno a un laghetto artificiale, conosciuto come laghetto giapponese, crescono cedri giapponesi, aceri e alberi della canfora, in un insieme di grande suggestione. Tra gli ospiti illustri di questa villa: Napoleone, Eugenio Beauharnais, Francesco Giuseppe e Ferdinando d'Austria, Umberto e Margherita di Savoia. L'attuale proprietario è il Duca Gallarati Scotti, che apre il parco ai visitatori da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30.
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| GIARDINI DI VILLA SERBELLONI
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| Ingresso da P.za Chiesa 14 |
| Tel: 031.951555
- 031.950204 (Iat Bellagio)
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| Fax: 031.951555 |
| E-mail: promobellagio@virgilio.it |
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Orario: Apertura da Aprile ad inizio Novembre. Visite guidate alle 11.00 e alle 15.30 (escluso lunedì) |
Tariffe: € 7,00
gruppi € 5,50 (min 20 pax) - scuole € 3,50
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Per gruppi aperta solo nei feriali su prenotazione. Bambini fino a 7 anni gratuito
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Fu costruita nel '400 da Marchesino Stanga, ricostruita nel '500 dalla famiglia Sfondrati (infatti si chiamava "la Sfondrata"), passò alla fine del '700 ai duchi Serbelloni che lasciarono intatta la costruzione, ma ristrutturarono, ampliandolo, il parco. Si dice che il Duca Alessandro spese nei lavori di rifacimento 1.800.000 lire, in un'epoca in cui la paga di un operaio era di 80 centesimi al giorno. Il parco si sviluppa sulla parte alta del promontorio di Bellagio e al suo interno si snodano oltre 18 km di viali e sentieri che permettono di ammirare la grande quantità di piante, anche rare ed esotiche, che crescono nei giardini e nelle terrazze digradanti verso il lago. Nella sua storia la villa ospitò una quantità impressionante di personaggi illustri: da Leonardo da Vinci all'imperatore Massimiliano I, a Ludovico il Moro, a Bianca Maria Sforza, al Cardinale Borromeo. In epoca più recente Pellico, Maroncelli, l'Imperatore Francesco I, gli Arciduchi di Parma, la Regina Vittoria, il Kaiser Guglielmo, il Re Lamberto I, il primo ministro Agostino Depretis e poi scrittori e poeti: Manzoni, Grossi, Pindemonte e Parini, che vi trascorse lunghi periodi come precettore dei figli del duca. Gustave Flaubert, nel 1845, nelle sue note di viaggio parlò di Villa Serbelloni e disse: "... uno spettacolo fatto per il piacere degli occhi...Qui si vorrebbe vivere e qui morire". Oggi Villa Serbelloni appartiene alla Fondazione Rockfeller che vi ospita artisti e scienziati di tutto il mondo in soggiorni di quattro settimane per vivere e lavorare in un'atmosfera di tranquillità assoluta. Molte opere di importanza mondiale sono state composte e realizzate grazie a queste borse di studio. Le visite al giardino della villa, della durata di circa 1 ora e 30 minuti (da aprile ad ottobre) si effettuano tutti i giorni escluso il lunedì alle ore 11.00 ed alle ore 16.00.
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| VILLE E GIARDINI DI BELLAGIO
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Le ville e i giardini di Bellagio sono una testimonianza eccezionale della villeggiatura aristocratica dell'800. Bellagio conserva ancora quasi intatta la memoria di quell'epoca splendente tutto il XIX secolo, in cui rappresentava uno dei luoghi di villeggiatura più esclusivi, più eleganti e più aristocratici d'Italia. Le ville di Bellagio e della zona circostante sono infatti un esempio straordinario di architettura e di paesaggistica e un reperto fedelissimo dello stile di vita e della civiltà di una intera classe dirigente. Quasi tutte le ville hanno un impianto architettonico neoclassico, che deriva dal gusto dell'epoca napoleonica. Fu infatti durante quegli anni, e per tutto l'800, che nacquero moltissime delle ville che oggi vediamo e che furono ristrutturate quelle preesistenti. Nel grande cantiere di Bellagio lavorarono i migliori architetti e paesaggisti italiani. Giuseppe Balzaretto, autore dei giardini pubblici di Milano, ideò i giardini di Villa Poldi Pezzoli. Al giardino di Villa Melzi lavorarono gli architetti Canonica e Villoresi, che avevano realizzato il parco di Monza, mentre l'edificio fu progettato dall'architetto Albertolli, già autore di Villa dell'Olmo a Como. Qui realizzarono alcune delle loro opere artisti come Giuseppe Bossi e Andrea Appiani.
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Museo |
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| MUSEO DEGLI STRUMENTI PER LA NAVIGAZIONE
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| Piazza Don Miotti - Località San Giovanni |
| Tel: 031.950309
- 031.950204 (IAT Bellagio)
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| Fax: 031.950204 |
| Sito: www.bellagiomuseo.com |
| E-mail: info@bellagiomuseo.com |
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Orario: Apertura per Pasqua e dal 1 Maggio al 31 Ottobre 10.00 - 13.00 |
Tariffe: € 5,00
bambini fino a 10 anni gratuito
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Lunedì Chiuso
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